Il coraggio di una donna

“Per quanto mi riguarda, continuare a stare accanto alla persona che amo, è una scelta attiva e non un’insulsa accettazione passiva della violenza. È una lotta ogni giorno e io posso dirlo.”

Al di là del Buco

Lei scrive:

Cara Eretica,

Ho letto gli ultimi post pubblicati su esperienze di violenza. E ho pensato di raccontarti la mia esperienza per aggiungere qualcosa in più alla questione.

il mio compagno, la persona che amo e con cui convivo, è affetto dal disturbo di personalità Borderline, diagnosticato in psichiatria dopo un TSO richiesto dalla madre.

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Le piccole tessioire

Le condizioni dei lavoratori della nascente industria di fine ottocento, sia in Italia che in altre Nazioni, erano ancora difficili e caratterizzate da gravi rischi di carenza protezionistica, sanitaria e da attività fortemente usuranti.

In sintesi emergeva una realtà di disagio, se non di sofferenza, che attanagliava una umanità indifesa del ceto popolare che, nell’inevitabile passaggio dalla condizione di contadini ad operai, proiettava nella dinamica sociale un nuovo attore della storia: un prototipo originale di “proletariato” non ancora totalmente consapevole e organizzato del ruolo importante che rivestiva nel ciclo economico-produttivo.

Tuttavia questa infelice categoria contemplava figure ancora più penalizzate: le donne e  i minori, ampiamente utilizzati senza alcuna remora nel processo produttivo-industriale. Continua a leggere

Interessante articolo

http://www.globalist.it/world/articolo/2014071/la-rivolta-delle-miss-invece-delle-loro-misure-danno-i-dati-dei-femminicidi.html

Alla fine l’autore dell’articolo si chiede: “E se lo facessimo anche qui da noi?”
Bella domanda! Ma non credo proprio che qui da noi possa trovare terreno fertile adatto per un simile seguito. In Italia questo concorso è usato solo per “diventare qualcuno”.

O sbaglio?

Non voglio alterarmi

http://notizie.virgilio.it/top-news/eurodeputato-le-donne-sono-meno-intelligenti-giusto-pagarle-meno-2419?ref=libero Non conosco questo simpaticone polacco e sinceramente non ne sento il bisogno di conoscerlo però posso dargli ragione quando afferma che noi donne siamo più piccole, ma affermare che noi donne siamo più deboli, meno intelligenti e quindi di … Continua a leggere

Donne che amano troppo

Conobbi Donne che amano troppo di Robin Norwood l’anno scorso durante il tirocinio post lauream, una mia tutor me ne parlò dicendomi che poteva essere un buon libro da consigliare ad un certo tipo di utenza. Mossa dalla curiosità di approfondire un tema che raramente viene trattato all’interno dell’università, se non in maniera molto marginale, decisi di avventurarmi nella sua lettura.
Ho deciso di proporlo per questa rubrica poiché amare troppo è molto più diffuso di quanto si creda. È raro infatti che la società offra modelli d’amore positivi. Questo accade essenzialmente per motivi commerciali, è chiaro che una storia d’amore ordinaria senza colpi di scena e lacrime non si presta ad essere romanzata in quanto risulterebbe assai noiosa. Il mito dell’amore come sofferenza è inevitabilmente esaltato dalla nostra cultura con toni romantici e, come scrive l’autrice, ‘siamo circondate di esempi innumerevoli di amori non ricambiati e relazioni immature, che vengono glorificate ed esaltate al massimo. Da questi modelli culturali continuiamo a sentirci ripetere che la profondità dell’amore si misura dalla sofferenza inerente e che chi soffre davvero ama di vero amore’. I nostri media culturali concepiscono quindi, un tipo di amore insufficiente e pericoloso che non induce ad impegnarsi nello sviluppare rapporti personali maturi. Continua a leggere

Non innamorarti

Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro.
Mai.


Martha Rivera Garrido