Il Risorgimento delle donne

“Non so se sono figlia di Napoleone III o del principe Poniatowski, discendente del re di Polonia, o  di un altissimo prelato vaticano o…” A leggere l’inizio della sua autobiografia (mai completata), dal sobrio titolo La più bella donna del secolo,  verrebbe da pensare che l’autrice sia una mitomane. Eppure la madre di Virginia Oldoini, passata alla storia come la contessa di Castiglione, in gioventù frequentò davvero Luigi Napoleone quando non era imperatore ma un carbonaro esiliato a Firenze, così come conobbe sia il futuro segretario di Stato giacomo Antonelli sia Giuseppe Poniatowski, che dopo essere stato cavalier servente e amante della madre lo diverrà della figlia; come del resto accadrà a Napoleone III. Continua a leggere

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Storia delle donne (X parte)

Storia delle donne Cronologia (1978-2000) A cura della dott.ssa Maria Chinigò (le schede sono state curate nell’ambito di una ricerca promossa dalla Commissione Nazionale Parità)

 

1979

  • Nelle elezioni politiche sono elette 55 donne alla Camera, 13 al Senato.
  • E’ eletta Presidente della Camera dei Deputati Nilde Iotti.
  • Nel primo Parlamento europeo eletto direttamente ci sono 61 donne, di cui dieci italiane.
  • Madre Teresa di Calcutta (Albania), fondatrice delle Missionarie della carità riceve il Premio Nobel per la pace.

1980

  • Si tiene a Copenaghen la seconda grande Assembea generale dell’ONU del Decennio della donna.

1981

  • E’ approvata la legge n.442, che abroga la rilevanza penale della causa d’onore come attenuante nei delitti.
  • Gli opposti referendum abrogativi sulla interruzione I volontaria di gravidanza, uno radicale, gli altri proposti dal Movimento per la vita vengono respinti nella consultazione popolare.
  • Il parlamento europeo approva una ampia risoluzione sui diritti delle donne. Betty Friedan pubblica The second stage.

1982

  • Alva Myrdal (Svezia) ministra per il disarmo riceve il premio-Nobel per la pace.

1983

  • Alla Camera sono elette 49 donne, al Senato 15.
  • E’ istituito il Comitato nazionale per l’ attuazione dei principi di parità di trattamento e di uguaglianza di opportunità fra lavoratori e lavoratrici presso il Ministero del Lavoro.

1984

  • E’ istituita la Commissione nazionale per la realizzazione della parità e delle pari opportunità fra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, presieduta da Elena Marinucci.
  • La Cee approva la Raccomandazione sulle azioni positive a favore delle donne.
  • La Corte costituzionale approva l’estensione al padre del congedo di maternità.
  • Nelle elezioni per il Parlamento europeo sono elette 84 donne.

1985

  • Si tiene a Nairobi l’Assemblea generale dell’ONU, conclusiva del Decennio delle donne.

 

1986

  • La scienziata italiana Rita Levi Montalcini ottiene il Nobel.

1987

  • Le donne del PCI lanciano la Carta delle donne, riaprendo un dialogo serrato fra le donne comuniste e quelle della galassia femminista.
  • Sono elette 81 donne alla Camera dei deputati (di cui 53 nelle liste del PCI) e 21 al Senato (di cui 10 nelle liste del PCI).
  • Il gruppo parlamentare dei Verdi ha una presenza pari di uomini e donne e si dà un direttivo femminile.
  • E’ approvata la legge n. 74 che introduce nuove norme nella disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio.

1988

  • La legge sull’ordinamento della PresidenZa del consiglio conferma la Commissione nazionale parità, come struttura di supporto della Presidenza sulle questioni femminili.
  • Giovanni Paolo II pubblica la lettera Mulieris dignitatem.

1989

  • Nelle elezioni al Parlamento europeo sono elette 11 donne; la media italiana è ancora largamente inferiore a quella europea (19,3%) e a quella massima della Danimarca (37,5%).
  • Tina Anselmi è la nuova presidente della Commissione nazionale parità.

1990

  • Con 7.238.000 donne occupate e 1.577.000 donne in cerca di occupazione la forza lavoro femminile è del 37%. Crescono contemporaneamente occupazione e disoccupazione femminile.

1991

  • E’ approvata la legge 125 sulle azioni positive per la realizzazione delle pari opportunità nel campo del lavoro.
  • Aung San Suu Kyi (Birmania) leader dell’opposizione non violenta, riceve il Premio Nobel per la pace.

1992

  • Sono elette alla Camera 51 donne, al Senato 30; la diminuzione alla Camera e l’aumento al Senato sono probabilmente dovute agli effetti della preferenza unica.
  • A circa 30 anni dalla legge di accesso a tutte le carriere le donne sono 1.916 (su 7,869 uomini) di cui 129 magistrati di Cassazione; in diplomazia ci sono 53 donne contro 863 uomini: per ragioni di anzianità di carriera nessuna donna è ancora ancora arrivata oltre la carica di ministro plenipotenziario di 2a classe.
  • E’ approvata la legge 215 sulle Azioni positive in favore della imprenditoria femminile.

1994

  • La nuova legge elettorale per la Camera basata su collegi uninominali maggioritari e una quota proporzionale statuisce l’alternanza fra uomini e donne nelle liste proporzionali.
  • Sono elette alla Camera 91 donne, al Senato 29. Irene Pivetti è eletta Presidente della Camera dei Deputati.
  • Rosa Russo Jervolino già Presidente del PPI assume, dopo le dimissioni del segretario, tali funzioni.
  • Emma Bonino è la prima donna italiana alla Commissione europea. Letizia Moratti è presidente della RAI.
  • Tina Lagostèna Bassi è presidente della Commissione nazionale parità.
  • Nelle elezioni per il Parlamento europeo sono elette 11 donne.
  • Al terzo Sinodo della Chiesa cattolica sulla vita consacrata, fra i delegati non Vescovi o non Cardinali, le religiose donne sono più numerose dei religiosi maschi. Una inchiesta svolta per l’occasione quantifica così le religiose in Italia: 119.000 suore, 8.000 monache, 14.000 donne consacrate; fra esse 8.000 sono missionarie all’ estero; le comunità religiose sono circa 12.000.

1995

  • L’Italia ha un Ministro degli Esteri donna, Susanna Agnelli.
  • Si svolge a Pechino la quarta Conferenza mondiale sulle donne dell’ONU, che approva una Dichiarazione e un Programma di azione.
  • Fernanda Contri è là prima donna nominata alla Corte costituzionale.
  • Livia Turco è presidente della Commissione nazionale parità.
  • Emma Marcegaglia è eletta presidente dei Giovani industriali.

1996

  • E’ approvata la legge contro la violenza sessuale.
  • Alla Camera sono elette 69 donne, al Senato 22
  • Il nuovo Governo Prodi, in cui sono tre le donne ministro e sette le sottosegretarie, nomina un Ministro per le Pari opportunità, Anna Finocchiaro.
  • Silvia Costa è presidente della Commissione nazionale parità.
  • Le donne morte per parto in Italia sono ora 20 su 530.289.

1997

  • Jody Williams riceve il Premio Nobel per la pace per la campagna contro le mine antiuomo.

1998

  • Nel Governo D’ Alema ci sono sei donne ministro; per la prima volta una donna è Ministro dell’Interno.
  • Una donna, Paola Bignardi, diventa presidente nazionale dell’Azione cattolica.

1999

  • Nelle elezioni per il Parlamento europeo sono elette 10 donne.
  • Grazia Francescato è eletta portavoce dei Verdi.

2000

  • E’ approvata la nuova legge sui congedi parentali e i tempi delle città.

Storia delle donne (IX parte)

Storia delle donne Cronologia (1959-1978) A cura della dott.ssa Maria Chinigò (le schede sono state curate nell’ambito di una ricerca promossa dalla Commissione Nazionale Parità)

 

1960

  • Accordo salariale sulla parità di salario nell’industria.
  • Dalle federazioni delle religiose nasce, come direzione unitaria, l’Unione delle Superiori maggiori d’Italia, USMI.

1963

  • Nella quarta legislatura sono elette 29 donne alla camera e 6 al Senato. Marisa Cinciari Rodano è eletta vicepresidente della Camera. Maria Badaloni è sottosegretario alla Pubblica istruzione.
  • Maria Vittoria Mezza è sottosegretario alla Industria e Commercio.
  • Vengono approvate la legge n. 66 che ammette le donne a tutti i pubblici uffici e a tutte le professioni, la legge che vieta il licenziamento per matrimonio n. 7 e la legge di modifica a quella sulla tutela delle lavoratrici madri.
  • Valentina Tereskova è la prima donna astronauta.
  • Betty Friedan pubblica The feminine mistique.
  • Le donne ottengono il voto in Iran, Kenia, Libia, Malesia.
  • Nella Enciclica Pacem in Terris Giovanni XXIII indica nella promozione femminile un segno dei tempi.

1964

  • Si svolge a Roma il settimo Congresso dell’ UDI preparato da tesi che affrontano in termini nuovi l’autonomia della questione femminile.
  • Le donne ottengono il voto in Afghanistan, Iraq, Malawi, Malta e Zambia.
  • Dietro la pressione della Alleanza Internazionale Giovanna d’ Arco, ai lavori della terza sessione del Concilio Vaticano Secondo vengono ammesse le donne: 9 religiose e 7 laiche.

1965

  • Nasce a Milano il primo collettivo femminista DEMAU (demistificazione autoritarismo)

1966

  • Indira Ghandi è primo ministro dell’ India.
  • Le donne ottengono il voto in Beciuania, Guyana, Lesotho.
  • In conseguenza dell’ apertura alle donne delle facoltà teologiche cattoliche, le prime donne si iscrivono agli studi regolari nelle facoltà di teologia.

1967

  • Nasce in America l’Organizzazione nazionale delle donne NOW.

1968

  • Elette solo 18 donne alla Camera, 11 al Senato. Emanuela Savio è sottosegretario all’Industria e commercio, Elena Caporaso alla Pubblica istruzione, Maria Pia Dal Canton alla Sanità.
  • La Corte costituzionale dichiara incostituzionale la disuguaglianza dei sessi nella punizione dell’adulterio. Nel quadro della contestazione nascono i primi gruppi femministi.
  • Karl Elisabeth Borresen pubblica “Natura e ruolo della donna in Agostino e Tommaso d’ Aquino”; Mary Daly pubblica “La chiesa e il secondo sesso” che aprono la via alla teologia femminista e alla critica alla antropologia teologica androcentrica.

1969

  • Golda Meir è primo ministro d’Israele.
  • La Corte costituzionale dichiara incostituzionali le norme sul concubinato.
  • Kate Millett pubblica Sexual politics.

1970

  • E’ approvata la legge n. 898 sullo scioglimento del matrimonio.
  • Primo Congresso del Movimento di Liberazione della Donna.

1971

  • Legge 1044 per l’assistenza all’infanzia che prevede l’istituzione di asili nido pubblici. E’ approvata anche la legge 1204 di riforma della legge sulle lavoratrici madri.
  • Le donne svizzere ottengono il voto.

1972

  • Entrano nella V legislatura 25 deputate e 6 senatrici. Nel corso della legislatura subentreranno altre 3 deputate.
  • Come effetto della introduzione della scuola media Unica si registrano ormai significativi aumenti nella scolarità femminile superiore dove le donne passano dal 37,4% del 1948-49 al 42,4% del 1972-73 e in quella universitaria (dal 25% al 37,5%). In numeri assoluti le iscritte all’Università sono 285.000 (contro le 69.000 del 1962) con una crescita del 244% contro una crescita maschile del 147%.

1973

  • Viene approvata la nuova legge 877 sulla tutela del lavoro a domicilio.
  • Un Congresso dell’UDI stabilisce la posizione dell’organizzazione nei confronti del nuovo femminismo.
  • Negli Usa la Corte suprema stabilisce che la decisione di abortire è di competenza della donna e del suo medico.

1974

  • Nel referendum abrogativo del divorzio il 58% vota per il mantenimento della legge.
  • Francia e Repubblica Federale Tedesca autorizzano l’aborto.
  • Secondo dati delle Nazioni Unite le donne rappresentano nel mondo il 34% della forza lavoro.

1975

  • E’ approvata la legge n.151 di riforma del diritto di famiglia che sanziona la parità dei coniugi.
  • E’ approvata la legge n. 405 che istituisce i consultori familiari.
  • Si tiene a Città del Messico la Conferenza mondiale dell’ONU per l’Anno internazionale della donna.
  • L’Onu proclama il Decennio 1975-1985, Decennio della donna.
  • E’ respinto il referendum abtogativo della legge sul divorzio.

1976

  • Cinquantatre donne sono elette alla Camera e undici al Senato: c’è un aumento.
  • Tina Anselmi è nominata Ministro del Lavoro.
  • Si svolge una grande manifestazione di donne a Roma a favore dell’aborto.
  • Nel Congresso di Lotta continua,a Rimini le donne si scontrano duramente con una politica che considerano ancora maschile, tentata dalla lotta armata. Lo scontro preparerà lo scioglimento.
  • Mairead Corrigan e Betty Williams, (Irlanda) fondatrici del movimento delle donne per la pace ricevono il Premio Nobel per la pace.

1977

  • E’ approvata le legge n. 903 sulla parità di trattamento fra uomini e donne in materia di lavoro.

 

1978

  • E’ approvata la legge n. 898 sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza.
  • Margaret Thatcher è il nuovo premier inglese

Storia delle donne (VIII parte)

Storia delle donne Cronologia (1945-1959) A cura della dott.ssa Maria Chinigò (le schede sono state curate nell’ambito di una ricerca promossa dalla Commissione Nazionale Parità)

 

1946

  • Il 2 giugno si vota per la Repubblica e l’Assemblea Costituente. Le donne votano per la prima volta alle politiche. All’Assemblea sono elette 21 donne.
  • Le donne ottengono il voto in Albania, Cina, Giappone, Yugoslavia, Panama, Romania, S. Salvador.

1947

  • Le donne ottengono il voto in Argentina, Birmania, Bulgaria, Venezuela.

1948

  • Il 1° gennaio entra in vigore la Costituzione repubblicana italiana, che sancisce l’uguaglianza dei diritti fra i sessi. Il 18 aprile è eletto il primo Parlamento repubblicano: sono elette 45 donne alla Camera e 4 al Senato.
  • Appena aperta la legislatura vengono presentati due progetti di legge per la tutela fisica e economica delle lavoratrici madri: il primo, di iniziativa parlamentare, da Teresa Noce, il secondo da Fanfani ministro del Lavoro.
  • Le donne ottengono il voto in Costa Rica e Israele.

1949

  • Lina Merlin presenta il progetto di legge per l’abrogazione della regolamentazione della prostituzione.
  • Simone de Beauvoir pubblica Le deuxième sexe.

1950

  • Viene approvata, dopo un lungo dibattito in Parlamento e nel Paese, la legge 860 sulla tutela fisica ed economica della lavoratrice madre, relatrice Maria Federici. E’ approvata anche la legge n.986 che proibisce il licenziamento delle lavoratrici madri, gestanti e puerpere.
  • L’Onu approva la Convenzione per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione.

1951

  • Angela Cingolani Guidi è la prima donna sottosegretario all’Industria e commercio nel Governo De Gasperi.
  • La XXXIV sessione dell ‘Organizzazione internazionale del lavoro approva la Convenzione n.100 sulla parità di retribuzione a parità di lavoro.
  • Le donne ottengono il voto in Nepal e in Pakistan.
  • Le religiose italiane si riuniscono in federazioni: la FIRE (religiose educatrici), la FIRO (religiose ospedaliere), la FIRR (religiose rieducatrici, che lavorano negli istituti di rieducazione e nell’assistenza).

1951

  • Alba de Cespedes pubblica Il quaderno proibito.
  • Le donne ottengono il voto in Bolivia, Grecia, Libano.

1952

  • Nelle elezioni della seconda legislatura le donne diminuiscono: 33 alla Camera e solo 1 al Senato.
  • Le donne ottengono il voto in Messico e in Siria.

1953

  • Maria Jervolino De Unterrichter è sottosegretario alla Pubblica Istruzione.
  • Rinasce il Consiglio nazionale delle donne italiane.
  • Le donne ottengono il voto in Colombia.

1955

  • Le donne ottengono il voto in Etiopia, Ghana, Honduras, Nicaragua, Peru, Singapore.

1956

  • E’ approvata la legge n. 1441, che ammette le donne nelle giurie popolari delle Corti d’ Assise e come componenti dei Tribunali per minorenni.
  • Con sentenza del 22 febbraio la Corte di cassazione, modificando la giurisprudenza tradizionale, stabilisce che al marito non spetta il potere correttivo nei confronti della moglie.
  • La Repubblica federale tedesca riconosce il voto alle donne. Le donne ottengono il voto anche nell’Alto Volta, Cambogia, Ciad, Congo Brazzaville, Costa d’ Avorio, Gabon, Guinea, Laos, Madagascarr Mali, Mauritania, Niger, Repubblica Centrafricana, Senegal, Vietnam del Sud, Togo.

1957

  • Nel trattato che fonda il Mercato Comune Europeo un articolo impegna gli Stati a garantire la parità di salario alle donne.
  • Per iniziativa di un Comitato composto da più associazioni e sotto il Patrocinio della So~cietà umanitaria si svolge a Torino Il Convegno “Retribuzione uguale per lavoro uguale” .

1958

  • Nella terza legislatura la flessione femminile si accentua: 25 donne alla Camera, 3 al Senato.
  • Angela Gotelli è sottosegretaria alla Sanità.
  • Viene approvata la legge n. 75, legge Merlin che abolisce la regolamentazione della prostituzione.
  • E’ approvata anche la legge di tutela del lavoro a domicilio.
  • Si costituisce il Comitato di Associazioni femminili per la parità di retribuzione, per l’applicazione della Convenzione O.I.L. n. 100.
  • Le donne ottengono il voto in Algeria e Somalia.
  • La Chiesa luterana svedese decide per l’ ammissione delle donne al pastorato. Precedentemente era avvenuto solo nelle chiese libere americane.

1959

  • E’ approvatala legge che costituisce il Corpo di polizia femminile.

Storia delle donne (VII parte)

Storia delle donne Cronologia (1927-1945) A cura della dott.ssa Maria Chinigò (le schede sono state curate nell’ambito di una ricerca promossa dalla Commissione Nazionale Parità)

 

1930

  • Le donne ottengono il voto in Brasile.

1931

  • Le donne ottengono il voto nella Spagna repubblicana e in Uruguay.

1932

  • Jane Addams (USA) presidente della Lega internazionale delle donne per la pace è insignita del Premio Nobel per la pace.

1933

  • Un decreto legge autorizza le amministrazioni statali a escludere o stabilire limiti per l’ammissione delle donne.

1934

  • Cile: le donne ottengono il voto. Cuba: le donne ottengono il voto.

1935

  • Margaret Mead pubblica Sesso e temperamento.
  • Il Nobel è assegnato a Irene Joliot Curie e a suo marito Frederic Joliot.
  • Le donne ottengono il voto in Italia.

1936

  • Filippine: le donne ottengono il voto.

1937

  • Un decreto legge stabilisce che l’assunzione delle donne negli uffici pubblici sia limitata al 10% degli organici o meno.

1938

  • Vengono emanate le leggi sulla difesa della razza che fra l’altro vietano i matrimoni con appartenenti a razze non ariane.
  • Alba de Cespedes pubblica Nessuno torna indietro.

1939

  • L’Unione Femminile Nazionale viene sciolta d’autorità dal regime fascista.

1940

  • Le donne costituiscono nell’industria bellica italiana il 30% della mano d’opera.

1942

  • Viene approvato il nuovo Codice civile che riproduce le norme del 1865 sulla condizione delle donne.
  • Le donne ottengono il voto nella Repubblica Dominicana.

1943

  • Vengono fondati a Milano da donne aderenti a vari partiti del CLN (Comitato di liberazione nazionale) i Gruppi di difesa della donna.

1944

  • Gisella Floreanini è ministro nella Repubblica dell’Ossola.
  • Nascono l’Unione delle Donne Italiane (UDI), il centro Italiano femminile (federazione di associazioni femminili cattoliche) e l’ANDE (Associazione nazionale donne elettrici).
  • A Roma, in clandestinità, nasce la prima squadriglia di girl scout Lo scoutismo maschile era stato proibito e sciolto dal fascismo.
  • In Francia le donne ottengono il voto.

1945

  • Il decreto legge luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945 riconosce alle donne il diritto di voto.
  • Alcune donne sono nominate nella Consulta nazionale. Le donne votano in un primo turno di amministrative.
  • Fra il primo e il secondo turno delle amministrative (1946) saranno elette le prime donne sindaco e consigliere comunale.
  • Emily Green, pacifista, (USA) presidente della Lega internazionale delle donne per la libertà, è insignita del premio Nobel per la pace.

Storia delle donne (VI parte)

Storia delle donne Cronologia (1900-1927) A cura della dott.ssa Maria Chinigò (le schede sono state curate nell’ambito di una ricerca promossa dalla Commissione Nazionale Parità)

1900

  • Le iscritte nei licei sono 287 (erano 44 nel 1897). Nelle industrie tessili lavorano 250.000 donne su 380.000 operai.
  • Sono già attive in Italia molte aggregazioni femminili. Le più recenti sono il Movimento femminile socialista (1897) e l’ Unione Femminile (1899).
  • Nel corso del XVII Congresso cattolico mons. Radini Tedeschi sostiene l’urgenza della nascita di una organizzazione femminile cattolica. La proposta resterà irrisolta nel quadro della crisi dell’Opera dei Congressi e dell’indebolimento della Democrazia cristiana.

1901

  • Il tasso di attività femminile è del 31 %. Nell’industria del cotone lavorano 82.932 donne, 17.528 fanciulli, 34.750 uomini. Ci sono già 3.000 telegrafiste, 170.000 commesse. Su 1.100.055 parti muoiono ancora 3.034 donne.
  • Nasce a Milano il Fascio femminile democratico cristiano e la Lega cattolica femminile.

1902

  • Il Parlamento approva le legge 242 sul lavoro delle donne e dei fanciulli, sostenuta dal Partito socialista e da Anna Kuliscioff, che entrerà in vigore il 1 luglio del 1903.

1903

  • Vengono fondate in Italia le sezioni italiane di due organismi internazionali, il Consiglio nazionale delle donne italiane, aderente all’International Council of Women e la più radicale. Alleanza per il suffragio.
  • Maria Curie è Premio Nobel per la fisica.

1904

  • Nasce in Inghilterra l’ Unione politica e sociale delle donne di E. Pankhurst.
  • Con lo scioglimento dell’Opera dei Congressi cattolici viene bloccato anche il disegno di una associazione autonoma di donne cattoliche.

1905

  • Inizia in Inghilterra la tattica spettacolare delle suffragette, che durerà fin al 1917.
  • L’Unione femminile, nata a Milano nel 1899 diviene Unione Femminile Nazionale.
  • Con regio decreto nell’agosto 1905 le donne sono ammesse all’insegnamento nelle scuole medie.
  • Sorge a Milano per iniziativa di Fany Norsa Pisa la prima Cassa di maternità.

1906

  • Nella battaglia per il suffragio universale si apre anche quella per il suffragio femminile: una petizione di Anna Maria Mozzoni, Maria Montessori e altre al Parlamento; alcune donne si iscrivono ad Ancona alle liste elettorali.
  • Viene tenuto un Congresso femminile socialista. Sibilla Aleramo pubblica Una donna.

1907

  • Le donne finlandesi ottengono prime in Europa il voto.
  • Le donne inglesi della Women’s social and political Union marciano sul Parlamento inglese.
  • Saranno ammesse a votare nelle elezioni municipali.
  • Nasce il Comitato nazionale pro suffragio femminile presieduto dalla Martini Marescotti.
  • Si svolge a Milano il primo Convegno nazionale femminile indetto dalle femministe cristiane della Federazione femminile, aperto anche alle laiche e alle socialiste.

1908

  • Il Consiglio nazionale delle donne italiane promuove il primo Congresso nazionale delle donne italianei che si apre a Roma con la presenza della Regina.
  • Maria Montessori a Roma nel quartiere San Lorenzo apre la prima Casa dei bambini, un asilo arredato e condotto secondo il suo metodo.
  • Nasce il Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa.
  • Le donne ottengono il voto amministrativo in Danimarca.

1909

  • Come reazione alle conclusioni del primo Congresso nazionale delle donne italiane, (voto contro l’insegnamento religioso nelle scuole) nasce la prima unione fra le donne cattoliche.

1910

  • Le maestre e le professoresse sono 62.000, contro 35.000 uomini.
  • Kuliscioff svolge al Congresso socialista una relazione su “Proletariato femminile e Partito socialista”.
  • Giuseppina Novi Scanni fonda le Unioni professionali femminili.
  • Tutti i gruppi femministi stilano un Manifesto comune per il voto alle donne.
  • Lo Stato di Washington ammette le donne al voto.

1911

  • La rivoluzione democratica cinese sancisce l’accesso delle donne alle scuole, la libertà di matrimonio, la partecipazione delle donne alla politica e sociale.
  • E’ fondata in Francia l’Alliance Jeanne D’ Arc, associazione di femministe cattoliche.

1912

  • Due sindacaliste, Argentina Altobelli e Carlotta Clerici entrano a far parte del Consiglio del lavoro presso il Ministero dell’Agricoltura, industria e commercio.
  • Le donne ottengono il voto in Arizona,Kansas e Oregon.

1913

  • Le donne ottengono il voto in Norvegia.

1914

  • Le donne ottengono il voto in Islanda.

1915

  • Si tiene a L’Aja il Congresso internazionale delle donne indetto dal Còmite des femmes pour la paix permanente.

1917

  • In Inghilterra viene concesso il voto ad alcune categorie di donne.

1918

  • Il Congresso americano vota l’emendamento Anthony che riconosce il voto alle donne. Il Senato voterà nel 1920.
  • Nasce a Milano la Gioventù femminile di Azione cattolica.

1919

  • Il Parlamento italiano approva la legge sulla estensione del voto alle donne.
  • E’ approvata anche la legge 1176 sulla emancipazione femminile che abolisce l’autorizzazone maritale e ammette le donne a esercitare tutte le professioni.
  • Si tiene a Zurigo un Congresso internazionale delle donne indetto dalla Ligue international des femmes pour la paix et la liberte, (filiazione diretta del Congresso de L’ Aja del 1915) per contribuire alla nascita della Società delle Nazioni.
  • Il voto delle donne entra formalmente per la prima volta nel programma di un partito politico con la nascita del Partito Popolare Italiano.

1922

  • Si tiene a Roma il primo Convegno delle donne aderenti al Partito comunista d’Italia.

1923

  • Si tiene a Roma il IX Congresso dell’ Alleanza internazionale pro suffragio. Interviene anche Mussolini a favore del voto alle donne.

1925

  • E’ approvata la legge sulla protezione e assistenza alla maternità e infanzia.
  • La legge Acerbo prevede il voto amministrativo alle donne: le elezioni amministrative saranno abolite l’anno seguente. Essa, esclude le donne dalle cattedre di lettere italiane e latine, latine e greche, storia e filosofia, storia e economia politica nei licei.
  • Grazia Deledda riceve il Premio Nobel per la letteratura.

1927

  • Un Regio decreto esclude le laureate dalle cattedre di materie letterarie nei licei.

1926

  • Le donne inglesi ottengono la piena uguaglianza di voto politico.

1927

  • Virginia Woolf pubblica Una stanza tutta per sè.
  • Le donne ottengono il voto in Ecuador e in Mongolia.

Storia delle donne (V parte)

Storia delle donne Cronologia (1917 – 1921) A cura della dott.ssa Maria Chinigò (le schede sono state curate nell’ambito di una ricerca promossa dalla Commissione Nazionale Parità)

 

1917

  • si apre a Mosca il Primo Congresso Musulmano Panrusso in cui viene proclamata l’uguaglianza giuridica tra uomini e donne musulmane;
  • nasce in Gran Bretagna un corpo ausiliario dell’esercito, il «Women’s Army Auxiliary», che inquadra 40.000 donne, 8.500 delle quali all’estero;
  • il Governo Provvisorio Sovietico stabilisce, prima che in Inghilterra (1918) e negli Stati Uniti (1920), che la donna è elettrice ed eleggibile;
  • viene abolito in Urss il matrimonio religioso, e i figli legittimi e naturali hanno gli stessi diritti;
  • Julia Lathrop, capo ufficio per l’infanzia degli Usa, si dedica a un’inchiesta internazionale sui sistemi di sussidio statale alla maternità;
  • le femministe francesi intendono fare dell’esperienza della guerra un trampolino verso l’uguaglianza professionale o verso l’accesso ai mestieri e alle qualificazioni delle lavoratrici;

1918

  • nasce in Urss il Codice di famiglia che sopprime la potestà maritale e stabilisce un’assoluta eguaglianza tra i coniugi e nei confronti dei figli, garantisce inoltre il congedo per maternità e la protezione sul lavoro;
  • muore a 32 anni una delle prime femministe egiziane, Malak Hifni Nassef;
  • negli Usa, sotto la pressione delle organizzazioni femminili, nascono alcune agenzie federali per facilitare l’impiego delle donne nelle industrie. Dirette da riformatrici quali Mary van Kleeck o da sindacaliste come Mary Anderson, tentano di promuovere una nuova politica fatta di taylorismo e di istanze sociali, ma si scontrano con il rifiuto dei datori di lavoro a migliorare le condizioni lavorative e a versare alle operaie una paga uguale a quella delle operaie;
  • viene adottato in Inghilterra, a tutela della madre e del bambino, il «Maternal and child welfare act», che mette a disposizione centri di assistenza medica per le madri bisognose;
  • negli Usa il National War Labor Board si impegna sui due principi del «salario uguale per uguale lavoro», e del minimo salariale, ma non riesce a sottrarsi al duplice condizionamento della legge e della tradizione che negano l’uguaglianza dei essi sul lavoro;

1919

  • viene creato in Urss il Ženotdel, la sezione femminile del Comitato centrale che realizza opere a favore dell’alfabetizzazione e della lotta contro la prostituzione;
  • viene emanato in Francia il Ddl Dussaussoy sull’elettorato e l’eleggibilità municip ale;
  • in Italia con la legge Sacchi le donne sono riconosciute idonee alla maggior parte degli impieghi statali;
  • in Spagna Margarita Nelken conduce una seria analisi della situazione del lavoro femminile, denunciando il parto in fabbrica, la schiavitù del lavoro a domicilio, il diritto di voto alle donne;
  • si assiste in Francia a un più egualitario accesso agli studi secondari con la creazione di scuole tecniche e commerciali e di un baccalaureato femminile che dà accesso all’Università;
  • in Gran Bretagna il «Sex disqualification removal act» del 23 dicembre apre alle donne professioni, soprattutto giuridiche, riservate fino a quel omento agli uomini;
  • nasce la convenzione di Washington ad opera dell’International Labour Office, che prevede per tutte le donne lavoratrici un congedo di maternità prima e dopo il parto;

1920

  • viene autorizzato in Russia l’aborto senza restrizioni;
  • in Svezia le donne godono di ogni diritto politico;
  • in Francia le leggi del 1920 e del 1923 vietano qualsiasi propaganda anticoncezionale e fanno dell’aborto un reato passibile di misure correzionali;

1921

  • in Italia l’analfabetismo femminile è del 30,4% contro il 24,4% degli uomini;
  • viene emanata negli Usa la legge Sheppard-Towner sulla maternità e l’infanzia che sarà poi abolita nel 1928, che accorda sussidi federali per i servizi sanitari di prevenzione a favore delle madri;

Francisca Ramirez

La battaglia impari che la piccola contadina Francisca Ramírez sta conducendo contro il governo nicaraguense di Daniel Ortega è diventata così famosa che si sta richiedendo la sua sicurezza e i suoi diritti dal cuore politico dell’Europa.
Chi è lei e perché il parlamento Europeo ha ordinato al Nicaragua il 16 febbraio di proteggerne la vita e i diritti, così come quelli di altre centinaia di contadini nel centro sud di questo povero stato dell’America Centrale?

Ramírez è una contadina indigena quarantenne che ha vissuto tutta la sua vita nel comune agricolo della Nuova Guinea, nella regione autonoma di Caribe Sur, 280 km dalla capitale.
Ha detto all’IPS (Inter Press Service News Agency) in un’intervista che la sua famiglia ha sempre vissuto in quest’area rurale, che fu lo scenario di una lotta sanguinosa durante la Guerra civile degli anni ‘80.
Quando aveva 8 anni, suo padre li abbandonò e sua madre doveva lavorare come bracciante mentre Ramirez si prendeva cura dei suoi cinque fratelli più piccoli.
Dopo essere sopravvissuta alla Guerra finanziata dagli U.S. contro il governo del fronte Sandinista per la Liberazione Nazionale (1979-1990), Ramírez imparò il lavoro agricolo, si sposò a 18 anni, ebbe 5 figli, e con lo sforzo di tutta la famiglia, acquistarono alcune terre e migliorarono le loro condizioni di vita.
Ortega, che governava il paese in quel periodo, dopo aver rovesciato la dittatura di Anastasio Somoza, riprese il potere nel 2007. A Gennaio iniziò un terzo incarico consecutivo, dopo aver vinto elezioni molto discusse, da cui l’opposizione fu esclusa, supportato da un’alleanza civile-militare che controlla tutte le branche dello stato.
Ramírez era felice della sua vita fino al 2013. “Ci comunicarono alla radio che stavano per costruire un canale ed io pensai che fosse davvero importante, perché dissero che non saremmo più stati poveri’’ ha affermato.
Poi, gradualmente, le notizie iniziarono a cambiare la sua percezione del progetto della costruzione del Grande Canale Nicaraguese che congiungeva l’Atlantico ed il Pacifico, assegnato in conccessione al gruppo cinese HKND nel 2013, e lei iniziò a fare domande a cui nessuno rispose.
Un giorno, la sfortuna bussò alla sua porta: delegazioni di pubblici ufficiali che la sua comunità non aveva mai visto prima, accompagnate da membri della polizia e da militari, scortarono delegazioni di persone provenienti dalla Cina che presero misure e fecero calcoli sulle proprietà dei contadini.
“Il percorso del canale attraversa la vostra proprietà a tutti verrete reinsediati” le dissero.
La legge 840, emanata nel 2013 per dare vita al progetto da 50 miliardi di dollari, che lei fu a malapena capace di comprendere con I suoi tre anni di formazione scolastica, era molto chiara: sarebbero stati pagati per le loro terre con un prezzo che lo stato avrebbe considerato “appropriato”.
Così iniziò la resistenza. “Inizialmente tutti erano molto felici, pensavamo che finalmente un progresso stesse arrivando, ma quando dei soldati prepotenti e gli ufficiali di polizia iniziarono a proteggere i cinesi, tutta la comunità si rifiutò di lasciarli entrare nelle loro case e iniziammo a protestare” ha detto.
Da quel momento, dice che la risposta ufficiale non è cambiata: repressione, molestie e minacce ai contadini che si rifiutavano di abbandonare le loro terre.
Ramírez ha raccontato che diventò un’attivista nel Consiglio Nazionale per la Difesa della Nostra Terra, Lago e Sovranità, un’iniziativa della società civile per organizzare il movimento degli agricoltori in difesa delle loro terre e dei loro diritti.
Iniziò a marciare dietro i leader rurali che guidarono le prime dimostrazioni contro il canale.
Dopo un po’ di tempo, i leader furono arrestati, minacciati e intimiditi e molestati dalla polizia e dai militari, e Ramírez si trovò inaspettatamente a guidare le dimostrazioni nel 2014.
La sua guida attirò l’attenzione dei media nazionali e internazionali, delle organizzazioni per I diritti umani e della società civile.
Presto, le marce dei contadini contro il canale diventarono un simbolo di resistenza e più persone si unirono, facendo diventare il movimento la più importante forza sociale di opposizione a Ortega da quando prese nuovamente il potere 10 anni fa.
Il movimento dei contadini contro il Canale “è la più forte organizzazione sociale che esiste al giorno d’oggi in Nicaragua. In ogni movimento, un’autentica e genuina guida emerge, ed è ciò che la signora Ramírez rappresenta,” ha dichiarato all’IPS il sociologo Oscar René Vargas.
Il presidente “è consapevole che il movimento è la forza sociale più importante che il governo sta affrontando,” ha detto.
L’ammirazione che Ramírez suscita, per la sua abilità di organizzare e guidare più di 90 dimostrazioni nel paese, ha irritato le autorità.
Più di 200 contadini sono stati arrestati, circa 100 picchiati o feriti da armi da fuoco, e il governo ha praticamente imposto uno stato d’assedio militare nell’area,e rifiuta di finanziare progetti sociali, secondo il movimento.
I posti di blocco della polizia lungo tutta la rotta della Nuova Guinea e barricate militari nell’area danno l’impressione di un’area di guerra.
Ramírez non è sfuggita alla violenza e alle molestie: la sua casa è stata rasa al suolo senza l’ordine di un tribunale, i suoi figli e famiglia perseguitati e minacciati da agenti segreti e poliziotti, le sue proprietà e le merci che vende, come il cibo, confiscate e rovinate, e lei è stata accusata di attività terrorista.
Uno degli ultimi episodi ebbe luogo nel dicembre 2016, durante una visita in Nicaragua da parte del segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) Luis Almagro, per discutere con Ortega delle accuse di attacco alla democrazia.
Per impedire a Ramírez e ad altri leader del movimento di incontrare Almagro, convogli di polizia assediarono la comunità e repressero i membri del movimento, ha affermato.
Essi distrusserero parzialmente il ponte principale dell’area, e i membri sospetti del consiglio del movimento furono trattenuti nei posti di blocco militari.
Confiscarono addirittura i veicoli di lavoro di Ramírez, usandoli per trasportare truppe e dopo li danneggiarono, secondo Gonzalo Carrión, del Centro nicaraguese per i diritti umani.
“Il governo di Ortega ha brutalmente maltrattato Francisca Ramírez e i contadini che la seguono. I suoi diritti sono stati violati, a partire dal diritto di protestare al diritto alla libertà di movimento, e temiamo che violeranno il suo diritto più importante: la sua vita”, ha dichiarato Carrión a IPS.
Camminando per sentieri nel buio e attraversando un fiume profondo, dove quasi annegò, Ramírez aggirò il cordone militare e viaggiò, travestita e nascosta in un furgone, fino a Managua, dove riuscì ad incontrare Almagro il primo dicembre 2016 e a raccontargli degli abusi di cui lei e la sua comunità sono stati soggetti per aver rifiutato di abbandonare le loro terre.
Nel febbraio 2016 il parlamento europeo approvò una risoluzione condannando la mancanza di protezione per gli attivisti dei diritti umani in Nicaragua, ponendo una speciale enfasi sul caso di Ramírez, e denunciando il deterioramento della regola di legge e democrazia in questo paese.
I membri del Parlamento Europeo hanno esortato “la polizia locale e nazionale ad astenersi dalle minacce e dall’uso di atti di ritorsione contro Francisca Ramirez perché compie la sua legittima opera come difensore dei diritti umani “.
“Francisca Ramirez è vittima di abusi da parte della polizia del paese, che mira a mettere a repentaglio la sicurezza e i mezzi di sussistenza dei difensori dei diritti umani” ha denunciato il Parlamento Europeo.
“Ramírez, coordinatore della Difesa della Terra, del Lago e della Sovranità, era a Managua per presentare una protesta formale contro gli atti di repressione, violazione dei diritti di libera circolazione, e aggressione subiti da molte comunità della Nuova Guinea, lungo il percorso verso la capitale per una protesta pacifica contro la costruzione di un canale inter oceanico, progetto che eliminerà le attività dei contadini e i popoli indigeni dall’area del cantiere di costruzione,” afferma la risoluzione.
Mentre il governo resta in silenzio sulla decisione, l’attivista sociale Mónica López crede che ciò rappresenti una vittoria per il movimento rurale.
“Senza dubbio, la risoluzione è una vittoria sociale e politica per il movimento agricolo contro il canale, una condanna del Nicaragua, ed un avvertimento globale su ciò che sta succedendo contro i movimenti agricoli dei popoli indigeni in Nicaragua,” López ha dichiarato all’ IPS.
Il governo afferma che il progetto del canale sta andando avanti, anche se è passato un anno e non ci son ancora progressi visibili e sostiene che eliminerà la povertà che tocca più del 40 per cento dei 6.2 milioni di persone in questo Paese dell’America centrale.

http://serenoregis.org/2017/03/16/la-contadina-che-ha-resistito-al-presidente-del-nicaragua-jose-adan-silva/