Margherita Hack

Asteroide – Si chiama 8558 Hack ed è un piccolo asteroide della fascia principale tra Marte e Giove. Scoperto il 1° agosto del 1995 a opera di due infaticabili astronomi cacciatori di comete e asteroidi, Andrea Boattini e Luciano Tesi, dall’Osservatorio di San Marcelo Pistoiese, è stato dedicato alla più celebre astrofisica italiana.

Biciclette – La passione per la bicicletta arriva quando, poco prima dei 10 anni, i genitori possono finalmente permettersi di regalargliene una, dopo aver a lungo utilizzato quelle prestate da amici di famiglia. Con la sua bicicletta, Margherita sfreccia nelle campagne fiorentine: la userà per andare a scuola, all’università, al lavoro, finché qualche anno fa decide di appenderla al chiodo. Ma ha raccontato la storia della sua passione nel recente La mia vita in bicicletta (Ed. Emiciclo).

Cefeidi – Alle variabili cefeidi la Hack ha dedicato la sua tesi di laurea, discussa nel 1945. Si tratta di una tipologia di stelle la cui luminosità varia periodicamente: un esempio è la Stella Polare. Un’altra donna, l’astronoma americana Henrietta Swan Leavitt, nei primi del Novecento, scoprì per prima la relazione tra la variazione di luminosità delle cefeidi e la loro luminosità assoluta, cosa che ha permesso di fare di queste stelle degli ottimi parametri di misurazione (“candele standard”) della distanza delle galassie.

Ducati – La Ducati, un’azienda di Bologna che aveva iniziato a lavorare nel settore dell’ottica, è la prima azienda ad offrire un posto a Margherita Hack, nel 1947. Essendosi specializzata nella spettroscopia e quindi nella fisica ottica, la giovane laureata non disdegna di accettare l’offerta, e si occupa del libretto d’istruzioni di una nuova macchina fotografica; abbandonerà tuttavia il lavoro poco tempo dopo per la carriera accademica.

Extraterrestri – A più riprese, Margherita Hack si è detta convinta dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri nell’universo: “Pensare che non ci siano in un universo tanto grande e pieno di stelle molto più vecchie delle nostre è assurdo”. Tuttavia, è molto improbabile che riusciremo mai a entrare in contatto diretto con loro, per via delle enormi distanze spaziali. E sicuramente gli UFO non sono astronavi aliene in visita alla Terra.

Firenze – È Firenze a dare i natali a Margherita Hack il 12 giugno 1922. Qui frequenta il liceo classico “Galileo Galilei” e l’Università cittadina, svolgendo una tesi presso il vicino Osservatorio di Arcetri, dove Galilei trascorse gli anni del confino imposto dalla Chiesa, morendovi nel 1642.

Gatti – L’amore per gli animali, la Hack lo ha raccontato in tanti suoi libri. Ma è ai gatti che l’astrofisica ha riservato un posto speciale nel suo cuore e nella sua casa: i tanti gatti che le hanno fatto compagnia negli anni, anche negli uffici dell’Osservatorio di Trieste (dove imparavano persino ad aprire le porte….), animano le pagine del suo libro Il mio zoo sotto le stelle (Di Renzo Editore, 2007).

Hack, Roberto – Suo padre è un personaggio intelligente, eccentrico e coraggioso. Ha ereditato la religione protestante dal nonno di Margherita, svizzero di Zurigo, poi emigrato in Italia e stabilitosi a Firenze. Qui Roberto Hack incontra la futura madre di Margherita: si sposano e lei lascia il lavoro. Ma all’azienda elettrica dove lavora Roberto, con mansioni di contabile, non possono tenerlo perché lui non vuole iscriversi al Partito fascista ed è pure sindacalista. Lo licenziano e passa a lavorare per la Società Teosofica, a cui si è “convertito” insieme con la moglie, che per sbarcare il lunario si dedica a copiare e rivendere le opere d’arte degli Uffizi. Vivono quasi di stenti, ma a Margherita non fanno mancare niente per quanto riguarda la sua formazione.

Insegnamento – Parallelamente all’attività di ricerca, Margherita Hack ha portato avanti l’insegnamento a livello universitario come docente di astronomia: i suoi primi anni postlaurea li passa a insegnare presso l’Istituto di ottica di Firenze; poi si sposta all’Università, prima come assistente, quindi come docente di astronomia dal 195; negli anni successivi tiene anche corsi di astrofisica all’ateneo di Milano. Professore ordinario di astronomia a Trieste dal 1964, lo resta fino al collocamento a riposo nel 1992. Ma sei anni dopo ottiene il titolo di professore emerito dallo stesso ateneo.

Lincei – Nel 1980 vince il premio dell’Accademia dei Lincei, la prestigiosa istituzione che raccoglie il gotha della cultura italiana – la più antica nel mondo – e di cui diviene socia nazionale nel 1987: classe delle Scienze Fisiche, categoria II (astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni), sezione A (astronomia e applicazioni).

Marito – Conosce Aldo De Rosa da bambina, al parco pubblico, e ne diviene compagna di giochi. Dopo essersi persi di vista, si ritrovano all’Università di Firenze, dove lui studia Lettere, facoltà a cui Margherita si iscrive come prima scelta. Poi, dopo una lezione particolarmente barbosa, abbandona tutto e passa a Fisica, ma sposerà Aldo De Rosa nel 1944 e da allora non si sono mai separati. Per scelta non hanno avuto figli.

Nucleare – Come la maggior parte degli scienziati e dei fisici, Margherita Hack è a favore del nucleare. Non necessariamente, spiega, l’Italia deve ospitare delle centrali sul suo territorio, ma deve finanziare le ricerche per un nucleare sempre più sicuro e pulito perché, dopotutto, resta la fonte di energia che inquina meno.

Omosessualità – È da sempre a favore dell’omosessualità: un’inclinazione naturale come essere mancini, una differenza non più rilevante del colore degli occhi. “Molti animali presentano comportamenti omosessuali o bisessuali”, spiega. I pregiudizi sono solo di matrice religiosa. Nell’agosto 2010 ha ricevuto il premio “Personaggio gay dell’anno” (nonostante sia felicemente sposata) per la sua strenua attività a favore del riconoscimento delle coppie di fatto.

Politica – All’attività scientifica, Margherita Hack non ha mai disdegnato di affiancare un’attività politica sia diretta che indiretta. A lungo iscritta al Partito Radicale Transnazionale, nel 1993 viene eletta consigliere comunale a Trieste. Nel 2005 partecipa alle elezioni regionali in Lombardia per il Partito dei Comunisti Italiani: eletta, cede il suo seggio al candidato dietro di lei. Partecipa anche alle elezioni politiche del 2006, sempre per il PdCI: viene eletta in diverse circoscrizioni ma cede il seggio.

Quinta superiore – Termina il liceo nel 1941 ma non sostiene l’esame di maturità classica: lo scoppio della guerra, infatti, permette agli studenti di conseguire il titolo senza sostenere la prova.

Religione – I genitori non impartiscono a Margherita un’istruzione religiosa, soprattutto per le loro confuse idee in materia (abbracceranno la teosofia, sorta di filosofia naturale). Accanita oppositrice del fondamentalismo religioso e strenua sostenitrice della laicità dello Stato, è membro dell’associazione Luca Coscioni, a favore del diritto all’eutanasia, al testamento biologico e alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Dal 2002 è presidente onorario dell’UAAR, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti.

Sport – Oltre alla passione per la bicicletta, coltiva da giovanissima l’amore per la ginnastica e l’atletica. Il regime fascista incoraggia le sue prestazioni: lei è “fascistissima” fino al 1938 quando, dopo le leggi razziali, scopre che l’adorata insegnante di scienze è stata rimossa, imprigionata e morta suicida. Si schiera contro il fascismo e viene anche sospesa per qualche giorno, ma per la medaglia e il podio giurerà fedeltà a Mussolini: nel 1941, dove vince i Littoriali (i campionati universitari di atletica) nel salto in alto e nel salto in lungo; e nel 1942, quando rivince nel salto in alto a Como e arriva terza ai campionati assoluti di Bologna.

Trieste – È qui che vive da quando vi si trasferisce negli anni ’60, dopo aver vinto la cattedra in astronomia. Fonderà nel 1984 il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste (di cui è direttrice dal 1985 al 1991 e di nuovo dal 1994 al 1997). Dal 1964 al 1987 sarà anche direttrice dell’Osservatorio astronomico di Trieste, prima donna a ricoprire quest’incarico in Italia.

Università – Il primo concorso per entrare all’università è un flop: arriva ultima perché non sa rispondere alla domanda sul perché dalla Terra vediamo sempre la stessa faccia  della Luna: una lezione che ricorderà per il resto della sua vita. Ma poi la sua carriera la porterà in alto, e anche all’estero: sarà visiting professor ad Ankara, Berkeley, Città del Messico, Parigi, Princeton, Utrecht.

Vegetariana – “Non ho mai mangiato carne in vita mia e non ne ho mai avuto la tentazione”: il vegetarianismo di Margherita Hack è celeberrimo, e nasce dal suo grande amore per il mondo animale. Una “barbarie”: così l’astrofisica definisce la prassi di mangiare carne nell’epoca contemporanea, dove la necessità di sfamarsi, almeno nel mondo occidentale, è venuta meno. Lo racconta nel libro dal titolo Perché sono vegetariana (Ed. dell’Altana, 2011).

Zenti – Il 20 gennaio 2011 si tiene presso l’auditorium della Gran Guardia a Verona uno dei più vivaci dibattiti nella storia italiana tra “fede” e “ragione”: il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che un anno prima aveva espresso interesse a discutere con Margherita Hack in un confronto televisivo, incontra l’astrofisica – che di buon grado accetta l’invito – sotto la moderazione di Michele Brambilla, davanti a un tutto esaurito, con oltre 400 persone che seguono fuori dall’auditorium e centinaia di migliaia di spettatori su Youtube. Naturalmente, entrambi resteranno sulle loro rispettive posizioni, dopo un dibattito molto animato ma rispettoso.

http://scienze.fanpage.it/novant-anni-di-margherita-hack-dalla-a-alla-z/

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