Maria Montessori

Il sistema Montessori per l’insegnamento ai bambini è riconosciuto come uno dei migliori del mondo e si basa sulla convinzione che ogni bambino è dotato di potenzialità creative e dell’istinto all’apprendimento e ha quindi il diritto di essere trattato come un individuo.
Per tutta la sua vita, Maria Montessori studiò e lavorò con i bambini; concepiva l’educazione come un aiuto alla vita e dedicò tutta se stessa alla diffusione di questo modo di vedere.
Maria Montessori nacque a Chiaravalle, in provincia di Ancona, nel 1870. Quando aveva 12 anni, i genitori si trasferirono a Roma per consentirle di ricevere un’educazione migliore. Sebbene, la famiglia la incoraggiasse a intraprendere la carriera d’insegnante (la sola, a quei tempi aperta alle donne) Maria era ben decisa a non accettare questo ruolo tradizionale.
Quando terminò la scuola, infatti, rifiutò lo schema dominante dell’epoca, che prevedeva per le donne matrimonio e figli, e scelse di intraprendere gli studi di ingegneria. Frequentando queste lezioni, nacque il suo interesse per la biologi: Maria Montessori decise così di entrare alla scuola di medicina e, nel 1896, si laureò. Fu la prima donna medico in Italia. Entrò poi nell’equipe della Clinica psichiatrica dell’Università di Roma, specializzandosi nella cura di bambini frenastenici.
Il lavoro alla clinica la portò a contatto con bambini handicappati, che venivano tenuti nei manicomi. Profondamente turbata da quanto vedeva, la Montessori sviluppò la convinzione che quei bambini potessero trarre giovamento da un’educazione particolare.
Andò a Londra e a Parigi per studiare l’opera di due pionieri in questo campo, Jean Itard ed Edouard Seguin: Al suo ritorno a Roma, nel 1908, il Ministero dell’Educazione le affidò la direzione dei un corso di maestre che divenne poi la “Scuola Magistrale Ortofrenica”:
Nei due anni che seguirono, la Montessori lavorò con i bambini, guidata dall’esperienza che aveva fatto con Itard e Seguin e arricchendo i loro metodi con altro materiale didattico. Pervenne così alla conclusione che un’adeguata educazione può permettere l’inserimento dei ragazzi anormali nella comunità.
Per ampliare ulteriormente le basi del suo crescente impegno nell’educazione, Maria Montessori decise di tornare all’università per studiare pedagogia, psicologia e antropologia: si laureò anche in filosofia. Più tardi fu incaricata di seguire un gruppo di 60 bambini dai 3 ai 7 anni, nel popolare quartiere romano di San Lorenzo: il gruppo era destinato a diventare il primo nucleo della casa dei Bambini fondata nel 1907.

L’approccio didattico della Montessori portò a risultati sorprendenti, perché rese chiaro che quando questi bambini, prima insofferenti alla disciplina, dovevano svolgere compiti ed esercizi che corrispondevano esattamente al loro livello di sviluppo, si impegnavano in attività serie e le preferivano ai giochi.  Aiutare i bambini ad agire autonomamente in tutti i campi della vita, era ed è ancora, uno degli scopi della Casa dei Bambini. Mostrando loro come versare il latte, come allacciarsi le scarpe, pulirsi il naso, salutare le persone, i bambini imparano a perfezionare la propria coordinazione fisica; ciò li rende capaci di svolgere compiti ed attività sia soli che con gli altri. Partecipando in questo modo al mondo reale, la loro autostima e la loro fiducia crescono: i bambini diventano motivati, capaci di affrontare situazioni e trovare soluzioni alla grande varietà di problemi che incontrano.

Maria Montessori scoprì anche che i bambini erano meno interessati alla ricompensa che ricevevano per il loro lavoro svolto, che all’attività in sé. Questa si rivelò essere una caratteristica intrinseca dei bambini; la scopertadi questo fatto portò la Montessori a ritenere che l’educazione dovesse procedere in modo tale da creare un ambiente in cui i bambini possano dedicarsi ad attività spontanee e sviluppare appieno le loro potenzialità attraverso lo sforzo e il proprio ritmo personale.
In seguito all’attività con questi bambini, Maria Montessori cominciò a sviluppare il suo metodo pedagogico unico e innovativo, elaborando gradualmente quello che divenne famoso come l’approccio Montessori all’educazione e alla vita. Il primo resoconto completo del suo lavoro e del suo metodo pedagogico fu pubblicato nel 1909 con il titolo Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile della Casa dei Bambini.

Il successo dell’opera della Montessori si diffuse rapidamente. Nel 1910 la sua Casa dei Bambini era ormai famosa in tutto il mondo e la Montessori stessa aveva fama di grande educatrice. Il suo lavoro ebbe riconoscimenti in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Germania, in Francia in Olanda e perfino in India e nello Sri Lanka. Tenne conferenze, scrisse, fondò scuole e preparò gli insegnanti a servirsi del suo metodo.
La Montessori insisteva nel dire che è responsabilità degli adulti fornire quel tipo di approccio ambientale ed educativo corrispondente alle esigenze di ciascun bambino all’interno della sua fascia d’età, in opposizione al concetto che l’adulto ha ciò che è necessario al bambino. La sua più ampia visione dell’educazione portava ad aiutare i bambini a crescere come esseri umani il più possibile completi. Nel corso degli anni, l’”educazione alla pace” divenne il principio guida che la Montessori sottolineò sempre nelle conferenze che tenne in tutto il mondo.

Maria Montessori morì nel 1952 a Noordwijk, in Olanda. L’opera della sua vita fu riconosciuta ovunque: il metodo Montessori era e rimane, una concezione pedagogica universalmente apprezzata, di validità indiscussa e con seguaci fedeli.

Il Metodo Montessori.
L’approccio all’educazione di Maria Montessori sottolinea le potenzialità innate nel bambino e la sua capacità di sviluppo in adeguate condizioni di libertà e di amare, aspetti che la Montessori vedeva repressi o semplicemente ignorati dai metodi educativi del suo tempo.
Tale repressione, a suo avviso, tendeva a negare la naturale, forte motivazione del bambino alla propria “costruzione di sé”, l’unica e definitiva meta della vita, che il bambino cerca spontaneamente e continuamente di riuscire a raggiungere. La costruzione di sé, riteneva la Montessori, è intrinseca in ciacun bambino fin dalla nascita, come uno schema predeterminato dalla sua unica crescita psichica, da lei definita “embrione spirituale”.
Secondo la Montessori l’ambiente deve sollecitare e aiutare questa crescita cominciando non dalle scuole materne, bensì dalla nascita.
Per favorire questa crescita in modo del tutto naturale,essa riteneva che fossero necessarie le tre condizioni seguenti:

  • Un ambiente confortevole e sicuro dove il bambino possa muoversi a proprio agio.
  • Libertà e sensazione di essere amato all’interno di questo ambiente.
  • Un adulto capace e preparato che faccia da collegamento tra il bambino e l’ambiente.
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