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A guardare le sue fotografie viene da pensare che sì, la rete sia un luogo ostile per le donne. La blogger statunitense Lindsay Bottos, 21 anni, studente e artista, ha creato una pagina Tumblr e ha messo online le sue immagini riproponendo gli insulti che aveva ricevuto.

“Posso dire con certezza che photoshoppi (modifichi) le tue immagini per renderti più magra. Peccato che so che aspetto hai nella vita reale. Sposta il tuo c…o grasso dalla sedia e vai a correre”, è uno dei commenti meno pesanti che le sono arrivati.

“Ogni giorno ricevo tonnellate di messaggi anonimi come questo e sebbene ciò non capiti unicamente alle donne, il contenuto e la frequenza con cui li ricevo sono decisamente collegati al mio sesso. Mi arrivano quasi esclusivamente dopo aver pubblicato autoscatti e autoritratti. E’ un abuso che io e molte altre ragazze online affrontiamo quotidianamente”, ha spiegato Bottos.

Questo è solo uno delle centinaia di esempi di quanto l’hate speech (l’attacco verbale) nei confronti delle donne non sia un comportamento da sottovalutare.

Ma davvero le donne corrono un pericolo a stare in rete? E’ realmente il caso di preoccuparsi? E soprattutto, davvero il problema ha a che fare con il sessismo?

Le statistiche non offrono ancora un quadro completo della situazione.

Ma il buon senso può venire in aiuto. In Gran Bretagna, di recente, due persone sono state condannate per minacce di morte lanciate via Twitter all’indirizzo di una femminista che aveva portato avanti le sue idee. E questo caso viene spesso citato come esempio della necessità di una legge per proteggere le donne. A finire sul banco degli imputati, però, sono stati un uomo e una donna. A dimostrazione del fatto che qui il genere di appartenenza non c’entra nulla. Ma non solo.

Ad ascoltare i racconti degli esperti e degli psicologici che lavorano in team per raccogliere le denunce, viene da pensare che, nella maggior parte dei casi, la rete sia solo il mezzo usato per entrare in contatto con le donne con l’obiettivo di fare loro del male fisico nella realtà. Non nel mondo virtuale.

“Alle minacce e alle molestie via internet corrisponde spesso un rapporto di conoscenza tra la donna e il suo persecutore anche nella vita reale”, spiega Cristina Bonucchi, psicologa della Polizia Postale. Morale, le donne non corrono rischi particolari in rete. O, almeno, non più di quanto non facciano quando tornano a casa la sera dal lavoro o decidono di uscire con le amiche. Il che non vuol dire che non sia giusto tenere alta l’attenzione o dibattere sugli strumenti normativi più adatti per proteggerle. Ma nemmeno che le donne si debbano chiudere in casa, non uscire più. E abbandonare un mezzo, la rete, attraverso il quale  possono portare rivendicare i loro diritti. Perché la paura è il peggior nemico della parità di genere.

La Legge n.38/2009 ha introdotto in Italia il reato di stalking definendo in maniera chiara quali comportamenti persecutori siano da considerarsi reato e possano essere quindi oggetto di denuncia. Il decreto anti femminicidio legge 14 agosto 2013 n. 93 ha ampliato il raggio d’azione delle situazioni aggravanti estese anche ai fatti commessi dal coniuge pure in costanza del vincolo matrimoniale, nonché̀ a quelli perpetrati da chiunque con strumenti informatici o telematici. Il numero di denunce è salito dalle 5 mila del 2012 alle 6 mila dell’anno scorso. Tra queste, i casi di stalking vero e proprio sono una minoranza. Si distingue tra ingiurie, minacce e molestie. Nel primo e nel secondo caso, il mezzo più usato sono i social network, nell’ultimo il telefono. Ma nel confronto tra il 2012 e il 2013 si nota come l’utilizzo della rete stia aumentando anche per le molestie. Nel 90 per cento dei casi, le denunce sono fatte contro ignoti. In media, lo stalker è uomo e ha 30-40 anni.Negli Stati Uniti il Dipartimento di Giustizia ha rilevato come i casi di stalking avvengano per il 55 per cento circa nella relazione di coppia.

 

http://27esimaora.corriere.it/articolo/insulti-alle-donne-in-rete-una-blogger-li-fotografa/

 

HO LA SENSAZIONE, LEGGENDO I COMMENTI, CHE NON SIA STATO CAPITO IL PROBLEMA DI FONDO DESCRITTO CHIARAMENTE NEL POST…. 

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