Doris Lessing

“Una donna che non ha un uomo non può incontrarne uno, qualsiasi uomo, di qualsiasi età, senza pensare, sia pure per mezzo secondo, forse questo è il mio uomo.”

LONDRA – La scrittrice britannica Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 2007, è morta: aveva 94 anni. Il suo editore, Harper Collins, ha precisato che si è spenta serenamente questa mattina.

E’ stata l’autrice della libertà, e una ribelle. In un’epoca in cui il libero pensiero femminile era una frontiera inesplorata. Un viaggio, il suo, cominciato in un’impero britannico impreparato a implodere, e rimodellarsi. Un secolo di vita che ha attraversato la fine di una guerra e la Seconda, le coline inglesi, gli anni Cinquanta, i Sessanta, fino a un nuovo millennio.

Quando nel 2007 la informarono che le era stato asegnato il Nobel, lei rispose: “Oh Christ! I couldn’t care less”.

Diretta, ribelle, impaziente, indipendente, appassionata, irascibile. Una scrittura di fuoco. Mai ferma, mai arresa. Negli ultimi anni aveva bersagliato il presidente americano George W. Bush che definiva “una calamità mondiale”, ma se la prendeva anche con l’immgine della donna moderna (“sfacciata, ma anche bigotta”). Sosteneva che gli uomini non riuscissero più a tenere testa alle donne: “Dovrebbero ricominciare a farlo, essere all’altezza”, disse nel 2001 al festival del libro di Edinburgo. Non aveva paura di creare scompiglio. Come quando definì l’attacco terroristico dell’11 settembre in America “non così terribile”.

Nata in Iran nel 1919 quando ancora era Persia, Lessing ha scritto oltre 55 libri, novelle, poesie e opere celebri come L’erba canta (1950), Il taccuino d’oro (1962), considerato il suo capolavoro e definito, suo malgrado, una sorta di “bibbia del femminismo”, Sotto la pelle (1994), Il senso della memoria (2006). Ha continuato a scrivere tutta la vita, negli ultimi decenni svoltando verso la fantascienza, ma resta celebre per le sue prime opere.

Fu premiata con il Nobel dall’Accademia di Svezia come “cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”. Quell’anno – il 2007 – Philip Roth era considerato il favorito. Lessing era l’undicesima donna (FOTO) a vincere il più importante premio letterario e il più anziano autore ad essere premiato, avendo allora 88 anni. Commentò con ironia: “Visto che non possono assegnare il Nobel a un morto, penso semplicemente che abbiano scelto me perché temevano morissi prima di avere un’altra occasione”. Quando i giornalisti arrivarono a intervistarla circondando il suo giardino a Londra, restò sorpresa. I libri degli ultimi anni sembravano non riscuotere più il successo di una volta. “Forse adesso li noteranno?”, disse. “Nuovi lettori. Bene”.

Nata da genitori inglesi con il nome di Doris May Tayler a Kermanshah il 22 ottobre del 1919, si trasferì bambina nella Rhodesia meridionale, oggi Zimbabwe, dove è ambientato L’erba canta e dove visse per 29 anni. Studiò in un convento, poi in una scuola femminile, ma a 15 anni lasciò gli istituti per continuare a studiare da autodidatta. A 19 anni sposò Frank Wisdom, ebbero un figlio e una figlia. Ma li abbandonò per entrare a far parte del Left Book Club, un gruppo di intellettuali comunisti e socialisti guidati dal tedesco Gottfried Lessing. Lo sposò ed ebbe il suo terzo figlio. A trent’anni si stancò, delusa dal movimento, lasciò il marito e si trasferì in Gran Bretagna con suo figlio Peter. Non è più tornata. Ha vissuto a Londra per mezzo secolo.

Doris Lessing resta famosa soprattutto per Il taccuino d’oro (The Golden Notebook), nel quale la protagonista Anna Wulf usa quattro taccuini per rimettere insieme le parti della sua vita a pezzi. Lessing descrisse così condizioni femminili di cui allora non si parlava. Mestruazioni, frigidità, orgasmi. Divenne l’icona della liberazione femminile quando il mondo era pronto a essere liberato. Uscito in Gran Bretagna nel ’62, il libro arrivò in Francia e in Germania solo 14 anni dopo perché considerato troppo provocatorio. In Cina fu pubblicato nel 1993, e vendette 80 mila copie nei primi due giorni.

Quando alla fine degli anni Cinquanta la scrittrice divenne membro onorario di un gruppo conosciuto come “Angry Young Men”, la sua casa londinese si trasformò in un salotto d’incontro di scrittori radicali, critici, commediografi e vagabondi. Per tutta la vita Lessing ha continuato a non definirsi ‘femminista’. “Scrivo cose che sento. Conversazioni che ascolto tra donne, donne che parlano di uomini. Non ho mai trovato in questo niente di così sconvolgente, nè di nuovo”, diceva. Rifiutava la definizione di ‘liberazione della donna’ affidata ai suoi taccuini. Al contrario, vedeva quel romanzo come la descrizione di un fallimento.

Nel 1954 ha vinto il Somerset Maugham Award, nel ’98 ha rifiutato il riconoscimento di ‘Dame of the British Empire’ sostenendo: “Quel impero non esiste più”. Nel 2001 ha ricevuto il Premio Prìncipe de Asturias nella categoria Letteratura per le sue opere in difesa della libertà e del Terzo Mondo e il Premio Grinzane Cavour. Ha ricevuto anche il David Cohen British Literature Prize. E’ morta oggi, serena, dicono. Della sua famiglia restano la figlia Jean, e le nipoti Anna e Susannah.

http://www.repubblica.it/cultura/2013/11/17/news/morta_doris_lessing-71214799/

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4 thoughts on “Doris Lessing

  1. Il ‘ mi piaace’ è un omaggio alla scrittrice e a te che, al contrario di me che anche la conosco bene, che ne hai tracciato un esauriente ritratto. La conosco da sempre e dalla libreria di mia madre, a suo tempo, ho portato via alcuni libri a lei cari a tra questi quelli di Doris Lessing.

    sheragrazieperavermincontrata 🙂

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    • Io ho letto solo L’erba canta. Un solo libro purtroppo una grave lacuna la mia. Tua madre ha una libreria? Confesso che sarebbe stato il mio sogno possederne una, La vita però mi ha portato a fare altre scelte. Peccato!
      Grazie a te per avere ricambiato l’amicizia. ♥♥♥

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      • Devi assolutamente leggere Il tacchiono d’oro. No una libreria vera e propria no ma due librerie a mareti fino al soffitto e una scaletta scorrevole che mi invitava a leggere non fosse che per farci un ‘giretto’ sopra 😉

        sherabuonagiornata’Donneuomini contro ìlaviolenzaefemminicidio

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