Continua…

Relazioni finite male, uomini che non riescono ad accettare la parola fine. La sofferenza degenerata in odio accomuna le storie di Lucia Annibali e delle altre donne aggredite con l’acido, sfregiate in volto per annientarne l’identità.
È andata così alla giovane avvocatessa di Pesaro, sfigurata da un sicario ingaggiato dal suo ex per punirla. Il 16 aprile scorso l’uomo si è introdotto nell’appartamento dell’avvocatessa, e appena la donna ha aperto la porta le ha rovesciato addosso un contenitore di acido sfigurandole il volto. Nel frattempo il `mandante´ giocava a calcio.
Pochi giorni fa, il 6 maggio, una tragedia simile è accaduta a Cuggiono, nel Milanese, a una donna incinta di 32 anni. La donna aveva da poco parcheggiato l’auto non lontano dall’ospedale della cittadina e stava camminando verso l’ingresso dell’edificio dove avrebbe dovuto sottoporsi a esami sanitari. Una persona le ha scagliato contro dell’acido contenuto in una bottiglietta che l’ha colpita al volto. L’aggressore è poi fuggito. La vittima è stata ricoverata in ospedale e secondi i medici ha riportato ustioni di secondo grado al viso.
L’ultimo caso oggi a Vicenza. Due uomini si sono presentati a casa della vittima incappucciati, e le hanno versato addosso dell’acido che le ha provocato delle leggere ustioni a un braccio e a un gluteo. Da quanto si apprende già ieri la vittima aveva presentato una denuncia per minacce.

http://www.lastampa.it/2013/05/10/italia/cronache/lucia-e-le-altre-la-lunga-scia-delle-donne-sfigurate-con-l-acido-b6HoPSKXb4HoVDVJW8cb3L/pagina.html

Un volto cancellato, la propria identità violata per sempre, l’acido che corrode la pelle e l’anima. «Una condanna peggiore della morte», spiega Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, che ha tra le sue pazienti molte donne picchiate dai compagni, «ferite duramente nel corpo». «Ma lo sfregio con il vetriolo è l’abisso dell’odio», dice. In Occidente è un orrore che abbiamo importato da Paesi che considerano le donne dei beni di proprietà dei padri, dei fratelli e dei mariti.

«L’aumento dei casi si deve non solo a una situazione di disagio collettivo che aumenta i disagi individuali e la frustrazione di menti psicolabili, ma anche all’effetto scia, all’emulazione», spiega la Parsi che ricorda con dolore Fakhra Younas, ballerina pakistana sfigurata dal marito che le ha gettato l’acido sul suo bellissimo volto mentre dormiva. «In Italia ha subito 39 operazioni e poi un anno fa non ce l’ha più fatta e si è suicidata buttandosi dalla finestra», ricorda la Parsi. E questo nonostante fosse seguita da un equipe di psicanalisti.

«È molto difficile superare una violazione irreparabile della propria identità». Nel suo libro, «Il volto cancellato», Fakhra ha urlato tutta la sua disperazione. «Una ferita che non ha guarigione», insiste la Parsi. «La distruzione della bellezza. L’aguzzino che urla “ti cancello”».

Una punizione che importiamo dall’Asia, dal Pakistan, dall’India, riservata di solito alle donne e che invece da qualche tempo ha tra le vittime anche uomini. Come il romano sfigurato, probabilmente, da una ex. O come, a Mosca, il direttore del Bolshoi aggredito con l’acido per una storiaccia di invidie e rancori tra ballerini.

«La molla che fa scattare il carnefice è sempre il possesso, l’invidia, la volontà di cancellare l’altro come oggetto di desiderio» spiega la Parsi.

«Non vi è solo la volontà di annientare l’altro ma di farlo soffrire a lungo e lentamente. Di sottoporlo alla pena perpetua e infernale della mostruosità», continua l’esperta.

«È vero che ci sono ormai tra le vittime anche uomini, ma lo sfregio con gli acidi rimane una punizione riservata soprattutto alle donne. Perché da sempre la bellezza è considerato un potere femminile. E allora si indebolisce, si priva della forza chi non ubbidisce, chi rivendica la propria indipendenza. «Non a caso Dostoevskij diceva che sarà la bellezza a salvare il mondo».

L’ennesima variante del femminicidio, la più crudele. «C’è una profonda invidia della libertà femminile, e si vuole ridurre le donne in qualche modo in schiavitù, privandole della libertà, della bellezza o della stessa vita».

«Le donne sono cambiate continuala Parsi – ma gli uomini no, anzi, hanno fatto un passo indietro». Sotto accusa quegli uomini che resistono nei loro vecchi ruoli, che pretendono di avere il controllo. «L’emancipazione e la liberazione femminili vengono vissute con rabbia, come eventi che determinano in loro una profonda instabilità. Hanno perso la donna ancella e non ce la fanno. Tanto che nei luoghi geografici dove questi ruoli sono cambiati, in Nord Europa, la violenza sulle donne ha numeri molto inferiori».

http://www.lastampa.it/2013/05/06/italia/cronache/peggio-della-morte-quegli-sfregi-al-vetriolo-sono-l-abisso-dell-odio-PMlzs4snXz1TcLqclYIHCP/pagina.html

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9 thoughts on “Continua…

  1. Anna
    Rileggo cose che già ho appreso ………. non ci sono parole, posso solo aggiungere che in questi casi ………. fine pena mai, ma sapiamo tutti che non è cosi.

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  2. Io ogni giorno sono sconvolta dalla crudeltà e stupidità umane. Vergogna al mondo. Post lodevole e veritiero, che evidenzia una situazione comune: lo schiacciamento della femmina e il mancato rispetto della sua dignità me delle sue scelte.

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